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Bebè a costo zero.


laurafior - Posted on 26 February 2012

Guida al consumo critico per neomamme e futuri genitori
di Giorgia Cozza
Casa Editrice Il Leone Verde, 2008, Mondadori, 2012

Giorgia Cozza, giornalista comasca, collabora a varie riviste specializzate occupandosi di gravidanza, allattamento al seno, psicologia e salute della mamma e del bambino. Autrice di E adesso... cresco, un manuale sullo sviluppo psico-fsico del bambino (Sfera Editore, 2007) e di E adesso... regole (Sfera Editore, 2012), ha pubblicato Quando l’attesa si interrompe (Il leone verde, 2010), Goccia di vita – Alex, piccola storia di un’attesa spezzata (Editrice Ave, 2011), Me lo leggi? (Il leone verde, 2012) Allattare e lavorare si può (Da mamma a mamma, 2012), Le Storie di Alice, serie illustrata di 6 libri per bimbi da 0 a 6 anni (Il leone verde). È anche co-autrice del volume Allattamento al seno. Come nutrire felicemente il tuo bambino (De Agostini, 2011).

Mamma di tre bimbi, si è confrontata in prima persona con i costi concreti e i costi emotivi della maternità; a partire dalla sua esperienza ha scritto Bebè a costo zero per aiutare ad affrontare la neo-genitorialità - o una genitorialità matura più consapevole - con l’attenzione necessaria da una parte a portare avanti un consumo critico dall’altra a capire i bisogni “reali” del bambino e a “spendere” (e investire) emotivamente per venire loro incontro.  “Nella maggior parte dei casi,” scrive l’Autrice, “le risposte a quelli che sono i bisogni fondamentali del bebè non gravano in alcun modo sul bilancio familiare”. Se il bebè ha bisogno di contatto, contenimento, comunicazione, cibo, “caso vuole - o meglio, natura vuole - che la madre sia la risposta a ognuna di queste esigenze”. I costi in termini concreti, meramente economici, che una nuova nascita comporta non sono poi alti come si crede comunemente. D’altra parte, scrive Giorgia Cozza, “non si vorrebbe far mancare nulla al proprio bambino. Quando si è in attesa di un figlio il desiderio di un genitore è quello di accoglierlo nel miglior modo possibile, assicurandogli tutto ciò che può essere necessario al suo benessere”. Le necessità commerciali e la pubblicità fanno leva sulle insicurezze dei neo genitori e sul loro bisogno di sentirsi adeguati per promuovere l’acquisto di una serie innumerevole di inutili gadget e pezzi di arredamento che in realtà non rispondono ai veri bisogni dei piccoli esseri umani, ma che anzi, spesso ne limitano il riconoscimento e la soddisfazione. Forse i futuri genitori alle prime armi tentano di esercitare un controllo sulla loro impreparazione di fronte all’imprevedibile sconvolgimento che reca la nascita collezionando una gran quantità di oggetti materiali. Una schiera di esperti è pronta ad illustrare un lunghissimo elenco di beni di consumo che li renderanno pronti a far fronte al nuovo evento. Ma il “corredino” psicologico ed emotivo dei genitori non si può acquistare, si può solo “tessere” pazientemente con l’esperienza. Giorgia Cozza porta avanti un discorso simultaneamente pratico-economico e teorico-empatico analizzando in dettaglio i vari bisogni concreti dei bambini: allattamento, successiva alimentazione, igiene e pannolini, abbigliamento, sonno, oggetti d’arredamento specifici per l’infanzia, trasporto, giocattoli…
L’analisi dei bisogni è accompagnata da un esame critico delle reali necessità del bebè in termini di oggetti di consumo e da uno scrupoloso esame dei costi reali in termini di euro. Questo è a sua volta punteggiato da osservazioni sugli effettivi bisogni precoci dei bebè, emotivi e concreti, che è auspicabile vengano soddisfatti perché i neonati possano crescere sentendosi amati e sicuri, sviluppando la fiducia nell’ambiente e nelle figure di accudimento che fonda la solidità delle loro personalità in divenire. L’analisi dei bisogni procede su questo doppio binario - costi economici prossimi a zero e investimenti affettivi elevati - intervallata dalle numerose testimonianze di genitori che raccontano le loro esperienze riflettendo sulle spese utili o meno che hanno compiuto e sulle reali necessità che hanno manifestato i loro figli. Conclude il libro una sezione con le voci degli esperti che esprimono le loro opinioni sui bisogni dei bambini nel primo anno di vita, relativamente agli accessori utili (e soprattutto inutili) che vengono venduti per l’allattamento, l’igiene, l’alimentazione… e su ciò che è realmente necessario per lo sviluppo dei neonati.
Concludendo con l’Autrice, “l’unico bisogno universale che accomuna tutti i bambini del mondo è quello di essere amati. […] Una risposta […] a costo zero” almeno dal punto di vista economico.
                                                                                                                                                                              Valentina Denti